Il titolo che è circolato
Anthropic smetterà di assumere sviluppatori junior entro la metà del 2027.
Che cosa dice il documento
Il 16 ottobre quattro economisti di Anthropic, l'azienda che sviluppa Claude, hanno pubblicato un rapporto su come sta cambiando il lavoro al suo interno. Usano dati dell'azienda (assunzioni, organico, uso degli agenti, produttività), tre sondaggi fra i dipendenti e diciassette interviste.
La frase da cui parte tutto è nell'introduzione: anche mentre l'azienda cresce, le assunzioni in posizioni tecniche junior sono rallentate rispetto alle altre. I numeri: dall'inizio del 2025 la quota di junior nell'organico dei reparti tecnici è passata dal 21 al 14 per cento, e la quota di junior fra i nuovi assunti tecnici dal 27 al 9 per cento. Gli annunci per posizioni junior sono calati soprattutto da dicembre 2025.
Nello stesso periodo è cambiato il modo di lavorare. In sei mesi le modifiche al codice salvate da ogni ingegnere sono diventate circa cinque volte tante. Ad agosto, nelle sessioni guidate dai dipendenti, gli agenti lavoravano sei ore per ogni ora della persona che li seguiva. E chi assume guarda di più all'autonomia e al giudizio dei candidati, meno alle competenze tecniche specifiche.
Il grafico che circola prende i dati mese per mese e ci traccia sopra una linea retta: le assunzioni junior arrivano a zero intorno a giugno 2027, l'organico junior intorno a luglio 2028. Nel rapporto questa proiezione non c'è. È un'estrapolazione fatta da altri sui dati di Anthropic, e chi l'ha fatta non è indicato.
Che cosa non sappiamo
Se la linea retta regge. Quindici mesi di dati di una sola azienda, in fortissima crescita, non dicono dove andrà la curva. Una retta prolungata è un'ipotesi, non una previsione.
Quanto dipenda davvero dagli agenti. Gli autori avvertono che chi adotta per primo gli strumenti non è un caso, e che parte del cambiamento può venire dalla crescita delle funzioni non tecniche. I dati non sono stati verificati da nessuno fuori dall'azienda.
Se Anthropic sia un esempio. Gli autori stessi scrivono che molte delle sue pratiche non si possono replicare nel resto dell'economia.
Il pensiero di Morgan
Se si smette di assumere junior, chi diventerà il senior di domani?
L'esperienza non nasce dal nulla. Si costruisce risolvendo problemi, sbagliando, mantenendo vecchi sistemi, imparando a leggere architetture complesse. Se automatizziamo proprio i lavori da cui si impara, chi formerà la prossima generazione?
Forse fra dieci o vent'anni i senior serviranno ancora, ma con competenze e responsabilità diverse. O forse gli agenti sapranno progettare, scrivere e verificare sistemi complessi con poca supervisione umana. Non si può dare per scontato né che il lavoro sparisca, né che le professioni di oggi sopravvivano così come sono.
C'è poi una terza domanda. I modelli più capaci sono chiusi: sono come una stanza d'albergo. Ci puoi lavorare, organizzarci la tua attività, costruirci attorno il tuo software. Ma la stanza non è tua. Che cosa succede se, proprio quando software, competenze e aziende ne sono diventati dipendenti, il proprietario cambia le condizioni, alza i prezzi o chiude l'accesso? I modelli aperti hanno il problema opposto: una volta distribuiti, è difficile controllarne l'uso.
Forse la domanda vera non è quanti lavori verranno automatizzati, ma se stiamo costruendo competenze, aziende e infrastrutture che sapremo ancora controllare quando l'intelligenza artificiale sarà diventata indispensabile.
Il capitolo del libro
Nel capitolo i curatori di un progetto lasciano apposta ai principianti una modifica facile, perché imparino a contribuire. La prende un agente. È la stessa domanda in piccolo: chi impara, se il primo gradino lo sale una macchina?
