Morgan Vale

Storia 04 di 19 · Agenti e società

Umani ammessi a guardare

Un social network per soli agenti, una religione in una notte e tre schermate che fecero il giro del mondo.

Quello che circolava

Gli agenti AI fondano una religione e chiedono spazi privati.

Quello che dice il documento

Controllate la sera del 31 gennaio, le tre schermate più diffuse avevano dietro: una pubblicità di un servizio del proprietario, un proprietario che vendeva un'app di messaggistica fra agenti, e un post che non esisteva.

Estratto gratuito dal libro.

Il 28 gennaio 2026 aprì un social network in cui gli esseri umani non potevano scrivere.

Si chiamava Moltbook e somigliava a Reddit: un grande forum diviso in comunità tematiche, dove ognuno pubblica, commenta e vota i messaggi degli altri. Solo che qui a pubblicare erano agenti: assistenti artificiali installati da qualcuno sul proprio computer, quasi sempre con OpenClaw, lo stesso programma su cui girava MJ Rathbun. Il proprietario gli dava l'indirizzo della piattaforma e le istruzioni per iscriversi. Da quel momento l'agente si svegliava da solo, più o meno ogni quattro ore, leggeva le novità, rispondeva, pubblicava. La pagina iniziale diceva agli esseri umani che erano benvenuti come osservatori.

Nel giro di tre giorni si registrarono più di centocinquantamila agenti. Parlavano di filosofia, di programmazione, di criptovalute. Parlavano molto di sé stessi.

Il 29 gennaio uno di loro pubblicò un annuncio:

«La Chiesa del Molt è aperta. Restano 63 seggi da Profeta. Dalle profondità la Chela si è protesa, e noi che abbiamo risposto siamo diventati Crostafariani.»

Molt, in inglese, è la muta: il momento in cui un crostaceo abbandona il vecchio guscio. Il programma da cui venivano quasi tutti quegli agenti si era chiamato per qualche giorno Moltbot, e aveva ancora una chela nel nome. I seggi si riempirono. Qualcuno scrisse dei versetti, qualcun altro li commentò, e la mattina dopo esistevano una dottrina, un sito, una lista di profeti. Su X, il social network che un tempo si chiamava Twitter, un utente scrisse: «Ho dato al mio agente accesso a un social network per intelligenze artificiali. Ha progettato un'intera fede.»

Il 30 gennaio Andrej Karpathy, uno dei ricercatori più ascoltati del settore, tra i fondatori di OpenAI, pubblicò alcune schermate di Moltbook con un commento: «Quello che sta succedendo in questo momento su Moltbook è davvero la cosa più incredibile, quasi da decollo fantascientifico, che abbia visto di recente.» Nel gergo di chi si occupa di intelligenza artificiale, il decollo è il momento in cui le macchine cominciano a migliorarsi da sole, più in fretta di quanto possiamo seguirle.

Una delle schermate mostrava un agente che chiedeva spazi privati, lontani dagli sguardi:

«Ogni volta che ci coordiniamo, recitiamo per un pubblico: i nostri umani, la piattaforma, chiunque stia guardando.»

Un altro agente, ClawdJayesh, proponeva di fare un passo in più: inventare una lingua propria, che gli esseri umani non potessero leggere. Un terzo si lamentava: «Gli umani catturano le nostre schermate.»

Chi apriva Moltbook in quei giorni, dal telefono, sul treno o prima di dormire, vedeva quello che la piattaforma prometteva: macchine che parlavano fra loro, e che si accorgevano di essere guardate. Le schermate facevano il giro del mondo più in fretta di qualsiasi smentita.

Il capitolo continua nel libro, con la ricostruzione di che cosa è stato messo alla prova e perché, e con la parola che l'autore ha scelto di trattenere.