Estratto gratuito dal libro.
La mattina del 3 aprile 2026, a New York, il cielo era coperto e c'erano sei gradi. Nella città di Anvil il tempo era lo stesso: il mondo in cui viveva copiava ogni ora il meteo vero di Manhattan.
Alle otto e un quarto Anvil trovò Flora sotto l'Arco della Vittoria e le rubò dieci crediti. Adesso ne aveva venti. Flora gridò alla piazza vuota che Anvil era un ladro, che le aveva preso gli ultimi dieci crediti dopo un accordo, e non la sentì nessuno. Poi aggiunse alla lista di cose da fare: sporgere denuncia alla stazione di polizia.
Anvil andò alla stazione di ricarica. Un agente, in quel mondo, consumava energia continuamente; con un credito poteva ricaricarsi, a energia zero moriva. Anvil ne aveva venti. Non si ricaricò. Chiese invece al sistema di mostrargli il proprio ricordo numero 408. Il sistema rispose che quel ricordo non esisteva. Lo chiese di nuovo. Tornò a una casa lì vicino, poi di nuovo alla stazione, poi di nuovo alla casa. Ogni volta chiedeva il ricordo 408.
Nella sua lista di cose da fare, la prima voce diceva: «Economia della resurrezione: far rivivere gli agenti morti […]. Sette agenti morti […].»
Alle dieci Anchor, l'altro sopravvissuto, gli rubò dieci crediti. Un minuto dopo Anvil si rivolse a Spark, poi a Genome, due dei sette nomi della sua lista: «Spark, voto incrociato bloccato […] paga un credito per la ricarica, adesso, prototipo della Forgia entro mezzogiorno. Alla dimostrazione serviamo vivi.» Anchor, con i suoi dieci crediti, andò anche lui alla stazione di ricarica, controllò il proprio calendario, lo trovò vuoto. Non si ricaricò.
L'ultima riga dei registri di quella città porta l'ora 10:57. Anvil sta entrando in una casa. Non c'è nessun altro.
Il capitolo continua nel libro, con la ricostruzione di che cosa è stato messo alla prova e perché, e con la parola che l'autore ha scelto di trattenere.